La causa delle principali patologie odontostomatologiche è di origine batterica, salvo traumi, anomalie congenite o neoplasie (che rappresentano la minima percentuale dei casi da noi gestiti).
La presenza batterica nel cavo orale è data dalla situazione ambientale favorevole (umidità costante alla temperatura corporea di circa 37 gradi) che consente la proliferazione di ceppi batterici che appartengono a diversi gruppi patogeni o saprofiti in base alle caratteristiche difensive immunitarie individuali.
Tale situazione dipende dal corredo genetico delle difese del soggetto e crea una predisposizione a determinati tipi di lesioni e alla loro relativa evoluzione patologica.
Il paziente placca-ricettivo, cioè più colonizzato dai batteri rispetto ad altri (a parità d’igiene) può presentare, in base alla propria suscettibilità individuale:

lesioni cariose, cioè danni a carico della corona dentale,
parodontite cronica, ovvero infiammazione cronica del parodonto che causa gengiviti croniche e lesioni ossee che indeboliscono l’apparato di supporto masticatorio, o entrambe le situazioni.
Il parodonto è formato da tessuto osseo ricoperto da gengiva e il meccanismo di riassorbimento innescato da un’ eccessiva presenza batterica, ne danneggia la funzione di supporto degli elementi dentali e di eventuali radici artificiali .
L’unico segno clinico di questa malattia è la gengivite cronica, che provoca sanguinamento indotto o spontaneo.
Quando si manifesta la sintomatologia dentale con motilità e ascessi parodontali è ormai pregiudicata nella maggior parte dei casi la sopravvivenza degli elementi dentali coinvolti, a causa della diminuita capacità di reggere i carichi masticatori e per il grande volume delle lesioni ossee, le tasche parodontali , che contengono una eccessiva presenza batterica che non permette ai nostri meccanismi difensivi di arginare la progressione della malattia.

Per compensare la causa batterica comune ad entrambe le problematiche, bisogna aumentare il livello di igiene orale quotidiana, arrestando o rallentantando i processi patologici per consentire la sopravvivenza degli elementi dentali ed il successo degli eventuali interventi eseguiti.
Nessuna terapia, ancorché eseguita con le tecniche più sofisticate, potrà mai restituire del tutto l’integrità di un dente poiché il dente che la riceve ha comunque perso una porzione e risulta inevitabilmente indebolito dalle cure e più vulnerabile a ulteriori danni.
La prognosi terapeutica (previsione di stabilità del quadro clinico dopo la terapia) è direttamente proporzionale alla capacità del paziente di gestire le cause patologiche nel tempo.

Il danno più grave, essendo meno sintomatico, più esteso e spesso affrontato troppo tardi è quello parodontale.

 

LE PATOLOGIE ORALI che colpiscono i tessuti molli (mucose, guance ,lingua, labbra) devono essere sempre monitorate in quanto hanno entità differenti (batteriche , fungine , virulente, traumatiche , autoimmuni, displasiche, neoplasiche).

Ci avvaliamo di strumentazione VELSCOPE a fluorescenza per diagnosticare quanto prima tali lesioni.